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1月15日 The fabulous life of...Per la mia nuovissima rubrica "The fabulous life of..." oggi posso raccontarvi la vera splendida e poco conosciuta vita di ITALO SVEVO
...Nei vecchiacci rimangono ricordi di uno stato funzionante. Trieste dal 1350 è asburgica e se la vive come città danubiana, ha senso come porto solo se ha un retroterra dietro che la sostiene, ma dietro ha città del cazzo, però riesce a cavarsela e si arricchisce, commercia, ha 1000 elettrostimolatori. Hinterland triestino rinomato per lo spaccio della cannabis, marjuana. Schmit diventa Italo Svevo dopo un operazione a Casablanca, commercia per un po' organi umani, poi si dà alla prostituzione a Monaco dove si fa una grande cultura; per questo nelle sue opere si notano ricordi tedeschi. Sua madre muore di overdose, non la rivede più, cazzo, perde soldi: una grande cliente e tutte le sue amiche cannaiole; comincia allora a spacciare in banca e vende coca nell'ambito della finanza; coi colleghi scrive un romanzo su tutti gli svarioni, lui si fa chiamare Italo Svevo anche se gli avevano suggerito Galaxia o Wannah. Scrivono questo romanzo che volgiono chiamare "Il drogato" ma gli suggeriscono "Una canna", ma nessuno lo compra, anche se qualcuno sperava di trovarci dentro del fumo. Cambia lavoro e passa alla vendita di droghe sottomarine, ancora più fatto scrive un altro romanzo "Seno", nessuno lo compra perchè sanno già che non ci troveranno nulla dentro... Gli consigliano di farsi meno canne; si stanno mettendo daccordo con gli inglesi per lo spaccio di hashish.
Se la suona, ma scrive ancora e poi prende il viagra per scrivere il diario dove segna quelle che si sbatte, poi deve trattare con gli inglesi, deve mettere a punto la lingua, si sbatte l'insegnante: così sì che impara bene la lingua; il professore, molto affascinante, era il pusher Joice che lo aiuta a contrattare con gli inglesi e cercare di fregarli. Scoppia la prima guerra mondiale dell'oppio, tutti se la fuggono, lui rimane a Trieste così può fumarsela in pace, decade perchè nessuno vuole comprare da lui, gli inglesi ormai sono nemici. Scrive "La coscienza di Zeno", la manda a Joice insieme a un paio di canne, forse è per queste che gli piace, lui lo fa leggere a un critico "E il fumo dov'è?" Joice gliene offre un po', legge il libro, sappiamo perchè gli piace... Montale lo prende da Boby, il critico, gli piace e si spara anche "Seno", Italo ormai è un pusher internazionale e riesce a vendere, diventa famoso. Imposta un quarto romanzo "Il ricchione". Nel 1927 a Parigi viene organizzata una mega festa per Italo Svevo che offre fumo a tutti, ma ha un incidente di macchina... Insegna: non guidare da fattone! Dopo un mese muore, o per overdose o per l'incidente... Nel 1960 viene riconosciuto come uno dei maggiori pusher, viene celebrato.
Fonti: i miei splendidi appunti durante l'ora di italiano del Viola... copiati alla lettera... 1月6日 Nei sogniPerchè è nei sogni che l'uomo cerca la felicità.
Leggo la vita di amici scritta nei blog, e vedo che tutti tendono consciamente o meno ad abbandonare la realtà per rifugiarsi nei sogni. Come è possibile credere di poter vivere così? Un uomo che vive nei sogni è un uomo che non vive, è un uomo che nella realtà non trova conforto. Vivere nei sogni, come ho detto ad un amico, è come vivere in riflessi di una vita inesistente; forse è meglio considerarli tali i sogni e cercare di distaccarsene, di non provare a trovarvi riparo da una realtà che non ci piace o che non riusciamo ad affrontare.
«...La realtà può regalare i sogni più belli...» 1月2日 Vivere momenti di quasi vitaVedi tutto a rallentatore, tutto scorre lento, ma i tuoi pensieri nel frattempo viaggiano veloci.
Cammini lento per casa, i tuoi passi sono leggeri sul pavimento, il minimo rumore, ma intanto nella testa hai una sirena che grida, un cielo tempestoso che tuona e lampeggia... e allora ti stacchi dal corpo, senza accorgertene, pensi a qualunque cosa, ma prima di tutto a quanto possa essere inutile probabilmente la vita che stai vivendo, ti incuriosisce cosa c'è dopo la morte, forse quella è la vera vita, ma non la intendo in modo cristiano, magari è davvero una fase di trapasso questa, magari tutto questo non è che una grande finzione, magari più andiamo vicini alla morte più assaporiamo momenti di quasi vita, quell'attimo, quel sottile filo che separa la vita dalla morte, quello dev'essere forse il vero succo della vita, quello che gusti e non dimentichi perchè ti rendi davvero conto di aver vissuto e di vivere.
Guardi giu per strada, basta poco per sporgersi un po' troppo e cadere, alla fine non te ne accorgeresti, ma poi? Chi ti può ridare ciò che hai perso se dopo non c'è nulla? Insomma, perchè rischiare se sei sicuro di ciò che perdi ma non sai qual'è il premio finale? Diciamolo, è sicuro ciò che perdi, ma non sai cosa trovi, e questo un po' ti incuriosce e spaventa, è come un dolce veleno che con il suo aroma ti accarezza il naso, ma in fondo in fondo senti dentro che qualcosa non va e allora ti trattieni.
Vivere momenti di quasi vita. |
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